Come progettiamo
ogni programma
Dalla prima analisi al follow-up finale, ogni fase del nostro approccio è pensata per produrre apprendimento che si traduce in comportamenti reali.
Prima si fa, poi si capisce
Il cuore del nostro metodo è semplice: le persone imparano meglio quando affrontano situazioni realistiche prima di ricevere spiegazioni teoriche.
Ogni sessione inizia con uno scenario costruito ad hoc. I partecipanti vengono messi di fronte a una situazione che riconoscono come autentica: una trattativa con un cliente difficile, una riunione con stakeholder che hanno interessi contrastanti, un progetto interfunzionale che sta andando fuori controllo.
Solo dopo aver vissuto lo scenario, il facilitatore introduce i framework e le tecniche. A quel punto, la teoria ha un aggancio concreto nell'esperienza appena vissuta. Questo cambia completamente il modo in cui viene assimilata.
Role-play costruiti sul tuo settore
Non usiamo scenari preconfezionati. Ogni esercizio viene scritto dopo aver capito il tuo contesto.
Linguaggio del settore
I personaggi dei role-play parlano come i tuoi interlocutori reali. Il vocabolario, le pressioni, i vincoli: tutto riflette il tuo mercato specifico.
Complessità calibrata
Gli scenari iniziano gestibili e aumentano di complessità nel corso della giornata. Questo permette di costruire confidenza prima di affrontare situazioni più impegnative.
Debriefing strutturato
Dopo ogni esercizio, il facilitatore guida una riflessione precisa: cosa ha funzionato, cosa avrebbe potuto andare diversamente, quali strumenti erano disponibili e non sono stati usati.
Iterazione e ripetizione
Molti scenari vengono ripetuti con varianti. I partecipanti possono sperimentare approcci diversi e vedere come cambiano i risultati. Questo costruisce flessibilità comportamentale.
Il documento che mantiene vivo il cambiamento
Il piano d'azione individuale è l'elemento che distingue un workshop intensivo da una giornata formativa qualsiasi.
Durante la sessione finale di ogni programma, ogni partecipante elabora il proprio piano. Non è un questionario di soddisfazione. È un documento di lavoro con obiettivi comportamentali specifici, situazioni concrete in cui applicare le competenze acquisite e indicatori che permettono di misurare i progressi nel tempo.
Il piano viene condiviso con il facilitatore, che lo utilizza nelle sessioni di follow-up per verificare l'applicazione e rispondere alle difficoltà emerse nella pratica reale.
In presenza o virtuale: la qualità non cambia
Abbiamo adattato la nostra metodologia a entrambe le modalità. Non si tratta di fare la stessa cosa su uno schermo.
Vuoi vedere come funziona per la tua organizzazione?
Contattaci per una conversazione esplorativa. Senza impegno, senza pressioni: vogliamo capire se possiamo essere utili.